Cosa dovrebbe fare a Macron un vero Presidente del Consiglio.

Ah, se a Palazzo Chigi ci fosse un vero Presidente del Consiglio. La dichiarazione di guerra di Emmanuel Macron all’Italia non ha sortito alcun effetto a Roma. Parole vuote da Paolo Gentiloni e dai suoi ministri Alfano, Padoan e Calenda. Eppure l’accelerazione sulla Libia, lo schiaffo senza precedenti sui cantieri navali Stx “scippati” a Fincantieri e lo shopping che le imprese francesi stanno attuando sistematicamente in Italia da anni (da Parmalat a Mediobanca, da Generali fino a Tim) richiederebbero misure estreme. L’Italia è allo sbando, senza più uno straccio di politica industriale, completamente in balia di Macron, finto europeista e presunto alleato.
In realtà le mosse da fare erano poche, e semplici. Per prima cosa, la Farnesina avrebbe dovuto “convocare a Roma l’ambasciatore italiano a Parigi senza attendere l’arrivo di un inutile ministro francese”. Secondo: Padoan dovrebbe “estromettere le banche francesi dall’elenco degli specialisti del debito pubblico italiano in cui figurano Bnp Paribas, Crédit Agricolee Société Générale”. Terzo: la Cassa Depositi e Prestiti “potrebbe dire che la rete telefonica in capo a Telecom è strategica e va subito nazionalizzata”, alla faccia di Vincent Bolloré che con una pesantissima minusvalenza sul groppone farebbe a sua volta pressioni su Macron per siglare la pace. Ma in tutto questo la classe politica italiana è assente.